giovedì 19 settembre 2013

Spirata l’estetista andezenese schiacciata in auto da un tir

Non ce l'ha fatta Valentina Negri: la trentenne estetista di Andezeno, giovane madre, è spirata. Martedì alle 8 era stata schiacciata dentro la sua auto da un tir, che aveva sbandato e si era rovesciato sulla circonvallazione chierese, all’altezza dell’incrocio con via Pirandello. La famiglia ha deciso di donare i suoi organi.


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martedì 17 settembre 2013

Schiacciata da un tir: andezenese lotta per vivere

L’erba schiacciata dalle ruote, il segno della frenata e, pochi metri dopo, il tir rovesciato sul fianco destro. Sotto, la Fiat Panda di Valentina Negri, andezenese di 30 anni che ora lotta per sopravvivere. L’incidente è avvenuto alle 8 di martedì sulla circonvallazione chierese, all’altezza dell’incrocio con via Pirandello. L’autista del tir, un indiano residente a Bergamo, 25 anni, ha sbandato e travolto l’utilitaria: entrambi i conducenti sono stati trasportati in elisoccorso all’ospedale Cto in gravi condizioni.


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giovedì 12 settembre 2013

Andezeno inventa il PalaInterrogativo

«Ci vediamo al Pala?». Sembra una domanda, invece è un’affermazione. Perché il “centro incontri” di Andezeno potrebbe esserte battezzato con un punto interrogativo. Potrebbe chiamarsi Pala? Non è uno scherzo. La proposta fa parte di un gruppo di sette che oggi, venerdì, verrà sottoposto agli alunni di quarta e quinta elementare: loro voteranno e la Giunta comunale sancirà la decisione con una sua delibera.


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Andezeno inventa il PalaInterrogativo

«Ci vediamo al Pala?». Sembra una domanda, invece è un’affermazione. Perché il “centro incontri” di Andezeno potrebbe esserte battezzato con un punto interrogativo. Potrebbe chiamarsi Pala? Non è uno scherzo. La proposta fa parte di un gruppo di sette che oggi, venerdì, verrà sottoposto agli alunni di quarta e quinta elementare: loro voteranno e la Giunta comunale sancirà la decisione con una sua delibera.


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martedì 27 agosto 2013

Dissanguato usando la motozappa a Andezeno

L’orto era la sua grande passione. Ma è stato proprio il lavoro nel campo accanto alla sua casa di via San Rocco 25 ad essergli fatale. Mario Ciaudano, pensionato di 81 anni, è morto lunedì 29 luglio mentre dissodava il terreno con la sua motozappa: il macchinario gli ha catturato la gamba tagliandola e recidendone l’arteria femorale. L’anziano ha perso molto sangue. Inutile la corsa in ambulanza al Cto.

Sono le 8 di mattina quando avviene l’incidente. Ciaudano è già al lavoro nell’orto di casa. Operaio prima alla Fiat e poi all’Aspera di Riva, da quando è andato in pensione si dedica a tempo pieno a pomodori e insalata. <+corsivo>«Passava lì tutte le sue giornate»<+tondo> racconta con un filo di voce il figlio Giovanni, 43 anni. Lui è corso ad Andezeno appena ha saputo dell’incidente: da qualche anno si è trasferito a Torino, ma accanto alla casa dei genitori ha aperto uno studio da commercialista. Ogni volta che arrivava vedeva il padre indaffarato nell’orto: <+corsivo>«Gli dicevamo di non stancarsi troppo, ma mio papà stava bene solo in mezzo alle sue piante: era più forte di lui».

<+tondo>Così anche quel tragico lunedì: l’81enne prende la sua vecchia motozappa e si mette al lavoro. Ma il mezzo si ribalta: probabilmente si impiglia in uno dei pali piantati ai bordi dell’area coltivata.Ciaudano cerca di liberarlo con una manovra in retromarcia, ma cade, finendo con la gamba destra proprio in mezzo alle lame. L’arto viene amputato all’altezza del ginocchio. Le urla di dolore dell’anziano vengono sentite dai vicini e dalla moglie, Maria Mascherpa, 76 anni. È lei a chiamare il 118. In pochi minuti arriva l’ambulanza della Croce rossa di Chieri: i sanitari cercano di bloccare la fuoriuscita di sangue. Intanto una violenta pioggia, rende ancora più difficili i soccorsi. E di conseguenza il trasferimento all’ospedale: l’ambulanza, invece che l’elisoccorso, trasporta l’anziano al Cto di Torino. Il suo cuore, però, smette di battere prima di arrivare nel capoluogo: i medici del pronto soccorso tentano comunque la rianimazione, ma ormai non c’era più niente da fare.

Le indagini sull’incidente vengono affidate ai carabinieri della compagnia di Chieri. Sul posto intervengono i tecnici dello Spresal, il servizio antinfortunistico dell’Asl To5: l’attrezzatura e l’orto vengono posti sotto sequestro. Probabilmente la motozappa, molto vecchia, era priva dei requisiti minimi di sicurezza. Lo conferma anche un amico della vittima, giunto in via San Rocco poco dopo l’incidente: <+corsivo>«Gliel’ho detto l’ultima volta che l’ho visto<+tondo> – spiega in piemontese al figlio del pensionato – <+corsivo>Quell’affare prima o poi ti ammazza». <+tondo>

Il corpo di Ciaudano è rimasto nella camera mortuaria del Cto fino al 5 agosto. . Poi i funerali e l’ultimo saluto ad Andezeno, nella parrocchia di San Giorgio.

<+firma_coda>Federico Gottardo


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giovedì 17 maggio 2012

Schianto devastante, camion rovesciato

ANDEZENO La scena è devastante, le conseguenze per le persone, per fprtuna, molto meno.Ha fatto pensare alpeggio lo schianto di ieri pomeriggio, giovedì, tra due auto e un camion. Intorno alle 18 sono finiti tutti nel fosso sulla provinciale 119, al confine tra Andezeno e Arignano, poco prima della sala da ballo “I Rubini”. E il traffico tra Chierese e Castelnovese è rimasto paralizzato. Secondo le prime ricostruzioni, una Fiat 600, guidata da Maria Teresa Cottino, 52 anni di Buttigliera d’Asti, stava procedendo in direzione di Arignano. Per cause ancora in fase di accertamento, la vettura si è scontrato contro un camion della Alma Mangimi, azienda con sede a Montiglio Monferrato. Alla guida c’era Iulian Cimpureanu, 39enne residente a Montechiaro d’Asti.


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Imboscata con pistola. Svaligiato l'ufficio postale

ANDEZENO Puntano la pistola alla tempia degli impiegati e scappano con 30 mila euro. E’ successo mercoledì mattina, intorno alle 8, all’ufficio postale di strada Cesole 9. Secondo quanto ha raccontato ai carabinieri, il direttore Antonio Pinna è stato bloccato da un bandito mentre stava per entrare al lavoro. Probabilmente ha aspettato che arrivasse e l’ha preso alle spalle approfittando del momento: a quell’ora non c’era nessuno nella via e nel parco circostante. Pinna ipotizza che l’aggressore fosse un italiano, visto che parlava correttamente. Ma non ha potuto fornire molti dettagli sulla fisionomia: aveva il volto parzialmente travisato da un cappello con visiera e al bavero della giacca sollevato.


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